Jamila Zaki

La “mia” danza orientale

Durante tutto questo percorso la mia visione della danza si è sempre concretizzata in qualcosa di non statico ed in continua evoluzione ed ha incorporato tutte le esperienze maturate nel corso degli anni arrivando ad una loro sintesi, in un rapporto dinamico con i miei personali cambiamenti fisici, emotivi, relazionali (che hanno modificato sensibilmente – e beneficamente! – “sicurezze” e schemi di pensiero), assestandosi in un nuovo equilibrio ogni qual volta riceve dall’esterno qualche nuovo stimolo; importante rimane la fedeltà ad uno stile tradizionale che assume la funzione di un solido riferimento tecnico e culturale e che fa da raccordo accogliendo tuttavia nuove influenze e tendenze che possano essere rielaborate diventando qualche cosa di personale ed unico. Alla base l’idea che la Danza come qualsiasi forma d’arte non sia qualcosa di rigido e si presta pertanto ad accogliere le nuove tendenze ed i cambiamenti, come riflesso di più ampi mutamenti che coinvolgono la società nel suo insieme; trattasi di un meccanismo che storicamente si ripete migliaia e migliaia di volte e che è destinato a perpetuarsi all’infinito, questo per il bene della società, che non può di fatto permettersi di rimanere ancorata alle proprie certezze; è quindi compito dell’artista quello di filtrare ogni stimolo proveniente dall’esterno in sintonia con questi cambiamenti, elaborarlo in maniera soggettiva e restituirlo in una propria personale interpretazione che possa essere proiettata verso il futuro, anticipando una tendenza poi adottata da tutta la comunità.

Credo che la Danza Orientale abbia oltre all’indubbio valore artistico un importante significato educativo e socializzante; essa aiuta l’individuo a superare i propri limiti personali raggiungendo attraverso la pratica obbiettivi sempre più ambiziosi e per tale motivo viene ad assumere un ruolo importante se non fondamentale per l’evoluzione della persona nella sua integrità; in quanto generalmente legata ad un’attività collettiva, promuove la comunicazione all’interno del gruppo rendendo possibile, almeno in questo se pur limitato contesto, l’abbattimento di barriere culturali, sociali, economiche, costituendo un ponte tra generazioni e stili di vita differenti; per tale motivo, se ben gestita, essa favorisce l’integrazione, costituendo anche un’opportunità per conoscere culturalmente una realtà etnica altrimenti attualmente vista, per ragioni storiche, con un po’ di sospetto e paura. Per tali ragioni la danzatrice diventa una portatrice di messaggi da condividere con il proprio pubblico o con le proprie allieve; sono pertanto convinta che quanto ho detto sopra debba essere preso in considerazione nel momento in cui ci apprestiamo a proporre al pubblico questa disciplina, tanto che si tratti della progettazione di un corso quanto della realizzazione di un evento pubblico, sia esso uno spettacolo, una conferenza, una semplice presentazione.

Circolo Culturale e Danza Mediorientale