Jamila Zaki

Logica conseguenza e successivo gradino rispetto a tale premessa risulta quindi la necessità di un’educazione all’ascolto della parte melodica, dalla quale dipende la possibilità di un’interpretazione più espressiva e personale della musica che costiuisce, a mio parere la vera abilità e la caratteristica peculiare di una danzatrice orientale; l’educazione all’ascolto passa attraverso la conoscenza dei vari strumenti tradizionali e delle modalità e prassi di esecuzione tipiche di questa tradizione musicale (ad es. il takassim, l’esecuzione omofonica, gli abbellimenti, l’atmosfera emotiva evocata dalle scale musicali o dai testi delle canzoni …); una conoscenza più profonda ed un ascolto più attento possono stimolare le capacità espressive del singolo aiutando a trovare dentro di sè, e non in aspetti puramente tecnici e coreografici, l’ispirazione per la danza. Per contro l’estremizzazione di questa disciplina in pura esibizione di tecnicismo che mette enfasi solo sugli aspetti puramente coreografici risulta per me un po’ stridente rispetto al significato originario che questa danza aveva nell’antichità.

Nella Danza vengono inoltre utilizzati tutti gli accessori,da quelli di uso più tradizionale (cimbali, bastone, melaja, anfore …) a quelli introdotti come elementi di arricchimento coreografico (velo, spada, tamburelli …); ogni accessorio viene contestualizzato nello stile che gli è naturalmente più congeniale ripercorrendo quella che è la sua “storia”, partendo dall’uso quotidiano per arrivare alla sua teatralizzazione; viene quindi analizzata la tecnica specifica in relazione al suo uso senza tuttavia sottovalutare anche un suo utilizzo creativo che possa espandersi con coerenza e gusto al di fuori degli ambiti tradizionali. Considero fondamentale la possibilità di spaziare attraverso tutti gli stili di Danza Orientale (sharqi classico, beledi, shaabi) e di folklore (di tutto il mondo arabo) fino alle più nuove tendenze della “Tribal Belly Dance” e del “Fusion” (nella quale la Danza Orientale tradizionale si incontra con altri stili, dalla danza classica e contemporanea, al flamenco, danza indiana, tango argentino e danze sudamericane, non semplicemente mescolandosi o contrapponendosi ad essi ma dando vita ad uno stile completamente nuovo, risultato di tale fusione) allo scopo di dare a ciascuno la possibilità di trovare quello per se più congeniale; tale possibilità prevede che ciascuno stile venga inquadrato innanzi tutto da un punto di vista culturale e ne vengano evidenziate le caratteristiche a livello di genere musicale associato, costumi, gestualità, postura e vocabolario di movimento caratteristico; solo dopo questa rigorosa ricostruzione, che evita il pericolo di confusi minestroni, i vari stili possono dialogare tra loro creando nuovi linguaggi “meticci”; dello stile tribale apprezzo molto alcune scelte di tipo “etico” ed estetico,ma soprattutto la visione corale della danza che incoraggia lo spirito di gruppo e supera i protagonismi personali, anche se penso che lo stile tradizionale contenga in sè molte più possibilità a livello espressivo, soprattutto per quello che riguarda l’espressione delle emozioni e del feeling individuale; la concezione che ho maturato nello svolgimento della mia attività è quella di una danza concepita innanzi tutto come evento culturale, attraverso la quale,seppur mediata dalla nostra soggettività e dall’appartenenza ad una cultura diversa, traspare la storia di un popolo e che per sua stessa definizione merita da parte di chi la esegue rispetto e fedeltà allo spirito delle origini; sono perciò molto lontana dall’idea di un suo appiattimento alla condizione di “ballo standard” e “danza sportiva” che a mio parere rischia soltanto di impoverirla dell’importante valore simbolico e storico riducendola ad una sterile dimostrazione di tecnicismo ed esibizione di muscoli; la Danza Orientale non deve rinunciare alla sua più profonda interiorità ed espressività che si traduce anche in semplici gesti, forse non tecnicamente perfetti, e degni di interesse per una commissione di gara, ma che esprimono la sensibilità in primo luogo di un individuo ed in seguito di un popolo e sono il canale attraverso il quale esso celebra il proprio modo individuale e personale di sentire e comunicare con il mondo … difficile dare un “voto” a questa speciale ed assolutamente unica esigenza e peculiarità!

Circolo Culturale e Danza Mediorientale