Jamila Zaki

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Parte della mia formazione è stata anche e indubbiamente influenzata dalla “scuola” americana (Serena Wilsor, Morocco, Elena Lentini, Dalia Carella …) a seguito e come conseguenza dei ripetuti soggiorni nella città di New York e dalla quale ho mutuato spunti ed ispirazioni riguardo alla didattica, agli aspetti pratici di organizzazione di un corso, all’adozione di un linguaggio tecnico oltre che una concezione della Danza più dinamica, aperta a contaminazioni e dalle molte possibilità espressive.

Ho inoltre studiato danza classica e contemporanea, mimo, espressione corporea, danza indiana (Baharatha Nathyam, Kathak e Boollywood) e flamenco, trovando soprattutto negli ultimi due stili parecchi punti di contatto (tanto da un punto di estetico, quanto culturale) con quello mediorientale,
intuizione, peraltro storicamente fondata, se ripercorriamo la comune evoluzione storica tra questi tre stili, che si è concretizzata, con anni di anticipo, in esperimenti coreografici secondo la logica attualmente denominata “fusion”.

Ho studiato dapprima chitarra classica ed in seguito teoria musicale, solfeggio e percussioni latine presso il Centro Professione Musica di Milano. Attratta dalle percussioni arabe sono stata avviata dieci anni fa alla tecnica della darabouka da apprezzati professionisti quali Moussa Bekachemi (Conservatorio di Algeri), Tarek Awad Alla (Egitto), Walid Hussein (Palestina), Mohamed Eid Al Saleh (Siria); tuttora mi dedico ad un livello semi-professionale alla darabouka con la quale spesso mi accompagno durante le lezioni, creando composizioni nelle quali ritmo e movimento vengono creati insieme, e riservando tanto nel programma di insegnamento quanto nell’allestimento di spettacoli grande spazio all’uso di percussioni dal vivo; questa è un po’ la “specialità” che caratterizza parte del mio lavoro

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Circolo Culturale e Danza Mediorientale