[ Torna all'inizio della pagina ]


alcune fotografie in rotazione

[ Torna all'inizio della pagina ]


Jamila Zaki

Le mie esperienze

Jamila Zaki

Sono stata una delle prime danzatrici a formarsi e lavorare professionalmente in Italia; mi sono accostata a questa disciplina all'età di 20 anni a seguito dell'incontro con Made-Nancy Hagensick, danzatrice americana di Portland (Oregon) che per prima ha introdotto la Danza Orientale nel nostro paese facendola conoscere come disciplina artistica attraverso spettacoli e corsi. Da Made-Aziza ho appreso non solo le basi tecniche ma anche una visione aperta ed anticonformista rispetto a questa disciplina che è presto diventata per me uno stile di vita al quale, anche dopo 20 anni e diverse "cantonate", non intendo rinunciare; ho seguito per tre anni gli insegnamenti di questa danzatrice (dapprima presso il Centro Kinesis di Milano ed in seguito in altre scuole della città) diventando sua assistente ed affiancandola nell'insegnamento fino alla sua partenza dall'Italia, a seguito della quale ho ereditato i suoi corsi continuando l'attività che aveva iniziato. Attraverso la mia prima insegnante ho "conosciuto" (artisticamente) varie danzatrici egiziane degli anni '70-'80, quali Nagwa Fuad, Suheir Zaki, Fifi Abdo, Azza Sharif, Mouna El Said, che sono state e sono in parte tuttora per me modello e fonte di ispirazione; in particolare Suheir Zaki per la precisione, raffinatezza e grazia dei movimenti, molto puri ed autentici, Fifi Abdo per la vitalità ed energia nella danza e Mouna El Said per il feeling nell'interpretazione della musica. Col tempo ho poi ammirato in misura ancora maggiore grandi stelle della generazione precedente quali Samia Gamal, Tahya Karioka, Nahema Akif che con il loro carisma hanno segnanto la storia di questa Danza, conferendogli una personale ed indelebile impronta ancora riconoscibile in molte figure coreutiche che caratterizzano anche il Raqs Sharqi attuale. Apprezzo e tengo in grande considerazione soprattutto da un punto di vista didattico, per la padronanza di una tecnica precisa e raffinata, anche le danzatrici dell'ultima generazione pur ritenendo che lo stile del passato, di impronta più "popolare", sia più vicino e adatto ad esprimere la mia personalità attraverso la danza.

Dopo la mia prima Maestra (con la M maiuscola, in quanto il primo insegnante non si scorda mai!) alla quale sono soprattutto riconoscente per avermi fatto amare quest'arte avviandomi così a questa professione, personaggi altrettanto importanti sono stati per me Mahmoud Reda, Yousry Sharif e Zaza Hassan (Egitto), che mi hanno aiutato a strutturare un'idea di Danza Orientale e folklore secondo lo stile egiziano più autentico, Ibrahim "Bobby" Farrah (libanese di seconda generazione negli Stati Uniti) del quale ho amato la vera passione ed il non comune e viscerale sentimento nel trasmettere quest'arte, Nesrine Topkapi (Turchia) da cui ho cercato di assorbire l'eleganza e compostezza nell'uso delle braccia e l'interesse per le ritmiche dispari, Elhadi Cheriffa (Algeria) che ho seguito a lungo e fin dagli esordi della sua ventennale presenza in Italia dedicata ad uno studio approfondito ed articolato sui vari stili di Danza del Maghreb (kabyle, andaluso, oranais, tunisino, shaabi marocchino...) e ad una interpretazione più teatrale, intensa e meno stereotipata dello stile orientale.

Atri insegnanti coi quali mi sono perfezionata, anche se per tempo minore, ripetto ai vari stili, sono: Ibrahim Akif (solo per poco tempo, un vero peccato!), Mo Geddawi, Momo Kadouss, Hasan Ashraf, Nadia Hamdi, Raqia Hassan, Sami Sadik, Nahema (Germania), Zahra, Wendy Bonaventura (autrice del primo testo sulla storia della Danza del Ventre tradotto in Italia), Anne Ashkrof (assistente di Suraya Hilal nel primo periodo della sua attività), Leila Haddad, Sharifa Khalfaoui (danze di folklore tunisine), Suad Bedaouia (Danza Orientale e marocchina), Carolena Nericjo e Mega Gavin (Tribal pura, percorso che continua), Djamila Henni Chebra (percorso che continua), Ahmet Oghrem (danze Gipsy dalla Turchia, percorso che continua)

Parte della mia formazione è stata anche e indubbiamente influenzata  dalla "scuola" americana (Serena Wilsor, Morocco, Elena Lentini, Dalia Carella....) a seguito e come conseguenza dei ripetuti soggiorni nella città di New York e dalla quale ho mutuato spunti ed ispirazioni riguardo alla didattica, agli aspetti pratici di organizzazione di un corso, all'adozione di un linguaggio tecnico oltre che una concezione della Danza più dinamica, aperta a contaminazioni e dalle molte possibilità espressive.

Ho inoltre studiato danza classica e contemporanea, mimo, espressione corporea, danza indiana (Baharatha Nathyam, Kathak e Boollywood) e flamenco, trovando soprattutto negli ultimi due stili parecchi punti di contatto (tanto da un punto di estetico, quanto culturale) con quello mediorientale,
intuizione, peraltro storicamente fondata, se ripercorriamo la comune evoluzione storica tra questi tre stili, che si è concretizzata, con anni di anticipo, in esperimenti coreografici secondo la logica attualmente denominata "fusion".

Ho studiato dapprima chitarra classica ed in seguito teoria musicale, solfeggio e percussioni latine presso il Centro Professione Musica di Milano. Attratta dalle percussioni arabe sono stata avviata dieci anni fa alla tecnica della darabouka da apprezzati professionisti quali Moussa Bekachemi (Conservatorio di Algeri), Tarek Awad Alla (Egitto), Walid Hussein (Palestina), Mohamed Eid Al Saleh (Siria); tuttora mi dedico ad un livello semi-professionale alla darabouka con la quale spesso mi accompagno durante le lezioni, creando composizioni nelle quali ritmo e movimento vengono creati insieme, e riservando tanto nel programma di insegnamento quanto nell'allestimento di spettacoli grande spazio all'uso di percussioni dal vivo; questa è un po' la "specialità" che caratterizza parte del mio lavoro.

Ho conseguito il Diploma in lingua e cultura araba presso l'Istituto Superiore per il Medio ed Estremo Oriente di Milano, ottenendo pieni voti per una relazione finale sulla musica araba tradizionale; presso lo stesso Istituto ho seguito lezioni di calligrafia araba e brevi seminari introduttivi alla lingua ed alla cultura berbera; la mia conoscenza del mondo arabo e del Medio Oriente si è poi consolidata attraverso ripetuti viaggi in Marocco, Tunisia, Egitto, Turchia, Grecia, paesi nei quali ho avuto l'opportunità di conoscere musicisti e danzatori del luogo, ed attraverso la partecipazione all'attività di vari Circoli culturali ed Associazioni i cui interessi riguardano questo settore.

Ho seguito un percorso triennale di formazione in Danzaterapia secondo il metodo elaborato dalla danzatrice argentina Maria Fux, in seguito completato da approfondimenti con Herns Duplan, fondatore del metodo denominato "Expression Primitive"; a completamento di tale percorso (se mai questo avverrà!) sto lavorando all'elaborazione di una tesi che avrà come argomento la formazione degli adulti e l'incontro-confronto tra oriente-occidente nelle tradizioni di guarigione attraverso la Danza e la Musica (con approfondimenti sulle tradizioni di guarigione della confraternita Gnawa del Marocco o sul rituale zaar dell'Alto Egitto); nel campo della Danzaterapia ho svolto attività di tirocinio con pazienti adulti affetti da ritardo mentale medio-grave presso un Centro Socio Educativo del Comune di Milano; ho inoltre avuto altre esperienze di conduzione con pazienti molto anziani, adolescenti, nell'ambito di gruppi terapeutici legati a disturbi dell'alimentazione, con utenti ed operatori di centri di igiene mentale; ho inoltre svolto un lavoro di conduzione continuativo per la durata di un anno con bambini autistici ed affetti da disturbi del linguaggio in collaborazione con una logopedista; da questo tipo di esperienze ho ricavato utili spunti riguardo ad un uso "terapeutico" della danza (qualunque tipo di danza) ed alla possibilità di trasportare principi e metodi propri della Danzaterapia nel contesto strettamente legato alla Danza Orientale.

Attività didattica

Ho insegnato in varie Scuole di Danza, Circoli Culturali ed Associazioni di Milano e dintorni quali Centro Magica, Atelier di Danza diretto da Mara Terzi, Arcobaleno Danza, Studio Anabasi, Circolo Culturale egiziano "El Nadi El Masri", Abirami Studio, Centro Studi Thai, Associazione “Metromondo” ed infine presso il Circolo Zagharid, il primo centro in Milano (e, nella sua primissima formazione, quando non aveva ancora una base fissa ma esisteva già legalmente, in Italia) interamente dedicato all'approfondimento della Danza Orientale in tutti i suoi aspetti, che ho fondato e del quale sono Direttrice, da quando nel 1998 ha finalmente trovato una sede stabile a Milano; attraverso la conduzione di corsi regolari e di seminari ho introdotto la Danza Orientale in altre città italiane quali Torino ("Danzaviva", "Cisac", collaborazioni saltuarie con l'Associazione "Artemide"), Novara, Verona, Trieste ("Ginnastica triestina"), Piacenza, Reggio Emilia ("Let's Dance"), Udine (Centro “Sonam”); ho inoltre tenuto Stage e corsi a Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Livorno, Bologna (“Il Laboratorio”, ”Centro Natura”, ”Vecchio Son”), Pescara, Modena, Forli, Padova (Centro Danza “Koreòs”, ”Lo Zoo-contenitori culturali”), Treviso,Biella, Sondrio, Ivrea, Lugano; ho animato stage a livello internazionale in occasione di festivals e rassegne di Musica etnica ("Musica delle radici" Nogara - "Folkest" Spilinbergo - "International Familien sud tirol" Innsbruck - "Danze del Sol levante" Sestri Levante estate 2006; "Il Mediterraneo incontra l'Oriente” - Monopoli estate 2006) o di percorsi residenziali organizzati in collaborazione con artisti del luogo (Tunisia 2000, Marocco 2201-2002-2005-2007); ho collaborato in progetti di animazione musicale e legati ai temi dell'intercultura per scuole di diverso ordine e grado (corso di aggiornamento per insegnanti di educazione musicale organizzato dalla Siem, laboratorio di etnomusicologia all'interno del Conservatorio "Pollini" di Padova, interventi in scuole materne, elementari e medie di Veneto, Lombardia ed Alto Adige, "Acquario musica" promosso dal CEP di Milano). In particolare collaboro da tre anni al progetto di formazione avviato dalla Scuola di Danza Orientale Maria Martinez di Bologna (prossima edizione anno scolastico 2007-8) ed in diversi ed articolati percorsi formativi con "Lo scrigno della Danza Orientale" di Bologna, associazione da anni partner del Circolo Zagharid (prossima edizione autunno-inverno 2007).

Da diversi anni porto avanti un progetto di Laboratorio per la formazione di insegnanti di Danza Orientale che integra diverse discipline (Anatomia, Ritmica, Musica, Psicologia, principi generali della Didattica, tecniche di conduzione, Storia della Danza, tecnica specifica della Danza Orientale diversificata in livelli, stili ed accessori) e che ha lo scopo di garantire una formazione completa su tutti gli aspetti dell'insegnamento di tale disciplina, puntando ad una formazione globale che renda la figura dell'insegnante di Danza Orientale più qualificata da un punto di vista professionale; tale progetto, che si vale del contributo di esperti nei vari settori, viene realizzato con frequenza annuale presso il Circolo Zagharid o presso Scuole ed Associazioni che con esso collaborano; questo progetto, che ha formato molte delle insegnanti di Danza Orientale attualmente attive nel panorama italiano, è in continuo aggiornamento, e di anno in anno integra nuove informazioni e stimoli riportati tanto dai contributi delle stesse partecipanti, quanto dalle evoluzioni, cambiamenti e novità alle quali questa disciplina è costantemente soggetta ad un ritmo sempre più incalzante e che ha di conseguenza modificato parte dei contenuti del programma nel corso degli anni rispetto alla sua prima edizione.

Nel 2006 sono stata riconosciuta professionalmente dall'ANMB (Associazione Nazionale Maestri di Ballo, ente morale riconosciuto da Governo italiano) e mi sono stati conferiti "ad honorem"  i diplomi di  "Maestro di ballo" e di "Giudice esaminatore"; a seguito di tale riconoscimento mi è stato chiesto dal Presidente dell'Associazione di entrare a far parte della comitato nazionale "Danza Orientale" recentemente costituitosi all'interno di tale ente e che ha lo scopo di coordinare questa disciplina a livello nazionale; l'ANMB ha inoltre riconosciuto il materiale informativo da me elaborato come supporto al Laboratorio di formazione da me progettato (e di conseguenza i contenuti stessi del corso) come materiale utile per sostenere l'esame per il conseguimento del diploma ANMB. 

Attività di spettacolo

Fin dai miei primissimi anni di attività nella Danza sono stata molto attratta dalla possibilità di lavorare con musica dal vivo; ed anche questa è diventata una po' una mia specificità; per diversi anni ho collaborato in maniera costante e continuativa con l'Ensanble di musica tradizionale "Ziryab", prima formazione realmente significativa rispetto alla musica araba a costituirsi in Italia, formato da musicisti provenienti da diversi paesi arabi (Egitto,Libano,Marocco,Tunisia) con un'eccellente formazione effettuata nei Conservatori dei rispettivi paesi d'origine e che ha portato la tradizione araba classica sui palcoscenici delle più prestigiose rassegne di Musica etnica facendola per prima conoscere al pubblico italiano; l'Ensamble ha per diverso tempo portato avanti in parallelo un progetto musicale di contaminazione tra la Musica e la Danza araba e quella flamenca, anticipando di una decina di anni una tendenza oggi assai diffusa; con la formazione originiaria ho partecipato ad eventi di rilievo internazionale quali il Festival cusiano di Musica antica (Isola di S.Giusto-Lago d'Orta 1988), le rassegne "Giugno in Cascina" -Torino; "New Folk" (Lugano), "Folkermesse"
(Casale Monferrato 1990), "Folkest" (Spilinbergo 1994), "Festival di teatro medievale e rinascimentale" (Anagni 1997), "Palermo di scena" (Palermo), "Musica e suoni dal mondo" (Carrara 1997), "Identità e differenze" (Torino), "Orte di note" (Orte), "l'altra faccia del mondo" (Roma), "Paleariza" (parco dell'Aspromonte), "Voglia di Musica" (Rivoli), "Orizzonti sonori" (Pordenone), più edizioni di "La notte di San Lorenzo" e "Mediterranea" (Cascina Monluè-Milano), "etnica 2000" (Bordighera 2000), "tra Oriente e Occidente" (Formia 2000), feste medievali presso il Comune di Brisighella, diversi concerti in tutta Italia ("musica dei popoli -Rocca Brivio-Milano; "Folkclub"Torino 1990, Casinò -Lido di Venezia), più edizioni della rassegna internazionale di Poesia ("Diversi racconti" e "Poeta '92” - Salerno) che ha ospitato i più celebri poeti arabi contemporanei, spettacoli in diversi teatri Italiani (Piccolo Regio-Torino; Teatro Verdi-Padova, Teatro Filarmonico-Messina) e ripetute tournè attraverso molte città italiane, una delle quali organizzata dal Circuito "Amici della Musica" nei più prestigiosi teatri della Sicilia (Enna, Modica, Catania, Messina...), un'altra dall'Associazione "Agricantus" di Palermo sempre in varie località siciliane (Palermo, Monreale, Taormina...)

Ho inoltre collaborato con varie formazioni di musicisti arabi caratterizzati da un repertorio più popolare e folkloristico in occasione di eventi privati o pubblici ("Movimenti del destino", presentazione del film "Il destino" di Y. Shahrine - Magazzini generali di Milano e Cinema Anteo 1998), promossi dalla comunità araba e dai vari consolati in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, esibendomi come danzatrice fissa con tali orchestre in molti locali arabi di Milano e dell'hinterland; ho danzato con il gruppo maghrebino "Urban Rai" (presentazione linea "la casa del viaggiatore” Coin-Catania 2002; "le musiche del mondo si incontrano a Sassari" Sassari 2002; presentazione rivista “Colors” –Firenze 2001), con la formazione "Sahara Caravan" ("Esterno notte", giardini estensi-Varese 2003) e con l'Ensamble musicale "Bayaty" di cui sono stata fondatrice ("Il mondo in musica" - Fivizzano; più edizioni di "Etnia immaginaria"- Spotorno; "Paraiso di notte" -Imperia estate 2005; "La società dei concerti" La Spezia 2005 ; “Notti al musero” –MART 2005)

Sono stata danzatrice ospite di gruppi provenienti dall'estero quali l'Orchestra arabo andalusa di Tetouan, diretta dal maestro Chekkara in occasione della prima edizione de "La Notte di San Lorenzo" promossa dall'Arci di Milano e tenutasi presso le Colonne di San Lorenzo, l'Orchestra arabo andalusa di Algeri, diretta da Mohamed Khadnadji, nell' ambito della stessa rassegna tenutasi due anni dopo sempre presso le Colonne di San Lorenzo e la confratenita Gnawa "Sidi Mimoun" di Marrakesh presso la Cascina Monluè di Milano

Ho collaborato con vari musicisti italiani, compositori contemporanei ed interpreti di musica etnica e new age quali Alfredo Lacoseliaz, Antonio Breschi, Vincenzo Zitello, Mauro Sabbioni in progetti musicali di fusione e contaminazione tra varie tradizioni musicali

Ho partecipato ad allestimenti teatrali quali "Est Est Est", progetto di Teatro, Danza e Musica sperimentale di ispirazione balcanica a cura di Alfredo Lacoseliaz ("Folkest" -Spilinbergo, Casello di San Giusto -Trieste,vari festivals in Friuli Venezia Giulia ed in Slovenia); "Viaggio Mediterraneo" con direzione artistica e coreografie di Yousry Sharif  (Teatro "Pime" 1994) ; "Beat Generation" recital di poesie ispirate agli anni '60 a cura di Massimo Arrigoni con musiche di Vincenzo Zitello ("Omaggio a Fernanda Pivano" - Conegliano veneto; "Saluti cosmopoliti- omaggio ad A.Ginsberg" - Magazzini generali-Milano; Teatro "Cimarosa" di Aversa; Officina del Teatro Stabile di Parma; Compagnia "Alta pratica d'arte"); "Al Hilal" performance di Danza con lettura di poeti arabi contemporanei a cura di Manuela Giolfo (rappresentazione presso "la casa delle note" di Milano e rassegna "Orienteuno" Torino e Bardonecchia), "Raccontaci Sheherazade" spettacolo di Teatro e Danza con regia di Leopoldo Verona (Teatro Trebbo- Milano); "Castelli di Sabbia" e "Tè nel Deserto" liriche arabe e Danza del Ventre a cura di Massimo Arrigoni (varie repliche in teatri e biblioteche lombarde all'interno del progetto artistico-letterario "La via della seta"- festival di teatro "L'ultima luna d'estate"- Comune di Montevecchia ; "Attenti al globo" rassegna promossa dal Bloom di Mezzago; “Notte di fiaba” –Riva del Garda 2006); ho partecipato a diversi festivals di teatro di strada come danzatrice solista e/o coreografa ("Buskers festival-Ferrara"; tre edizioni di  "Hoplà" -Castelfranco nell'Emilia ; "Sottosopra" - comuni di Deliceto,
Serracapriola,Candela,San Marco in Lavis, "Milano estate" Castello Sforzesco - Milano 1998).

Mi sono esibita in diversi paesi quali Grecia ("Hotel Capsis"-Rodi...), Turchia ("Hotel Sukullu Pasha", feste in occasione di matrimoni e party...), Francia (serata di gala per l'Egyptair, “Soireè Orientale” organizzata da Elhadi Cheriffa presso l’”Hall de fetes” Saint Fonts-Lyone), Stati Uniti (feste private, gale di fine stage internazionale a cura di Ibrahim Farrah), Svizzera (festivals, Teatro di Ascona, Associazione studenti Universitari Lugano), Austria (festival), Slovenia (festival), Egitto,Tunisia, Marocco (Palazzo ex consolato spagnolo Tangeri-Agosto 2007).

Ho partecipato a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche su emittenti nazionali e private, collaborando con la rete regionale di Bolzano per un servizio sulla Danza del ventre in Italia; ho partecipato alla serie televisiva "Colletti bianchi" prodotta da Italia 1; ho danzato in inziative promosse dall'Istituto Superiore per il Medio ed Estremo Oriente di Milano, dalla facoltà di Magistero dell'Università di Salerno e dal Provveditorato agli Studi di Milano; nel 2005 ho partecipato all'interno dell'edizione di "Reggio Emilia Danza" alla conferenza spettacolo "Danzando l'identità" tenutasi presso il "Teatro della Cavallerizza" di Reggio Emilia (Primavera 2005); ho preso parte ad un progetto di interazione pittorica tra musica e danza in collaborazione con l'Associazione culturale "Grash" presso la Biblioteca Comunale di Lissone (estate 2004).

Ho svolto attività di coreografa e danzatrice solista per la Compagnia "Arabesque", costituitasi nell'87 che ha alle spalle diverse presenze a livello nazionale (più edizioni della rassegna "Demiurgos" Torino, "Bologna sonia" Bologna, "Ghibellina d'inverno" Comune di Ghibellina; "Hafla" fiera di Bologna) e per il recente Laboratorio coreografico Zagharid (fiera del commercio equo e solidale “Fa la cosa giusta” Spazio Tortona-Milano 2005 e Fiera di Milano 2007, "le città invisibili" Abbiategrasso 2004-2006, "Festival del mimo" Abbiategrasso 2005, "Festival di rifondazione" Palavobis-Milano 2005, fiera delle discipline olistiche "Armonia" Castello di Belgioioso 2007) progetto di formazione semi-professionale che intende incoraggiare i nuovi talenti individuati nell'ambito dell'attività didattica indirizzandoli verso un lavoro coreografico più completo. 

Attività organizzativa

Come Direttrice artistica e didattica del Circolo Zagharid ho organizzato vari eventi, spettacoli, concerti, feste, conferenze in forma privata e in collaborazione con altre Associazioni, Comuni e Consigli di zona quali: "Mille e una notte" serata in occasione della costituzione del Circolo Zagharid presso "Sorpasso music" di Milano  1992, diverse iniziative didattiche e di spettacolo presso il Centro Culturale "El Nadi El Masri" di Milano anni 1997-8, "Ghibellina d'inverno" Comune di Ghibellina, "Corsico ritmo" Comune di Corsico anno 1992, Spettacoli in zona 5 in collaborazione con Consiglio di zona Milano anno 1999, spettacoli presso il Teatro San Giuseppe di Milano anno 1996,Teatro Verga di Milano anno1998, Teatro San Domingo di Milano anni 1999, 2000, 2001, Teatro della 14 di Milano anni 2002-2003, Teatro Nazionale di Milano anno 2004,Teatro dal Verme di Milano anno 2005, il mini-festival "Zagharid in festival", Villa Pallavicini Milano 1996, la rassegna "Dietro il velo dell'Islam" con spettacoli, conferenze, proiezioni di film a Moncalieri-Torino 1997, la rassegna "l'altra faccia della mezzaluna" ciclo di conferenze sul mondo femminile nei paesi arabi, Circolo Culturale “Tam Tam” -Milano 1998; il Circolo ha inoltre svolto attività didattica e di spettacolo in numerosi progetti di solidarietà in collaborazione con associazioni di volontariato legate ai temi dell'intercultura; da due anni è inoltre promotore di una rassegna dedicata alle nuove tendenze della Danza Orientale denominata "Zagharid e dintorni" che è destinata a diventare un appuntamento abituale per il pubblico milanese; nella sua seconda edizione,tale iniziativa ha ottenuto il patrocinio dell'Assessorato alla cultura del Comune di Milano; come singola insegnante ed in qualità di Direttrice del Circolo Zagharid ho inoltre organizzato seminari con docenti di livello internazionale, alcuni dei quali (Wendy Bonaventura, Leila Haddad, Mo Geddawi, Anne Ashkrof, Ahmet Oghrem, Hasan Ashraf, Momo Kadouss, Zahra, Carolena Nericjo, Megha Gavin, Mohamed El Huseyn) in tali occasioni sono stati presentati per la prima volta in Italia. 

La "mia" danza orientale

Durante tutto questo percorso la mia visione della danza si è sempre concretizzata in qualcosa di non statico ed in continua evoluzione ed ha incorporato tutte le esperienze maturate nel corso degli anni arrivando ad una loro sintesi, in un rapporto dinamico con i miei personali cambiamenti fisici, emotivi, relazionali (che hanno modificato sensibilmente -e beneficamente!- "sicurezze" e schemi di pensiero), assestandosi in un nuovo equilibrio ogni qual volta riceve dall'esterno qualche nuovo stimolo; importante rimane la fedeltà ad uno stile tradizionale che assume la funzione di un solido riferimento tecnico e culturale e che fa da raccordo accogliendo tuttavia nuove influenze e tendenze che possano essere rielaborate diventando qualche cosa di personale ed unico. Alla base l'idea che la Danza come qualsiasi forma d'arte non sia qualcosa di rigido e si presta pertanto ad accogliere le nuove tendenze ed i cambiamenti, come riflesso di più ampi mutamenti che coinvolgono la società nel suo insieme; trattasi di un meccanismo che storicamente si ripete migliaia e migliaia di volte e che è destinato a perpetuarsi all'infinito, questo per il bene della società, che non può di fatto permettersi di rimanere ancorata alle proprie certezze; è quindi compito dell'artista quello di filtrare ogni stimolo proveniente dall'esterno in sintonia con questi cambiamenti, elaborarlo in maniera soggettiva e restituirlo in una propria personale interpretazione che possa essere proiettata verso il futuro, anticipando una tendenza poi adottata da tutta la comunità. Credo che la Danza Orientale abbia oltre all'indubbio valore artistico un importante significato educativo e socializzante; essa aiuta l'individuo a superare i propri limiti personali raggiungendo attraverso la pratica obbiettivi sempre più ambiziosi e per tale motivo viene ad assumere un ruolo importante se non fondamentale per l'evoluzione della persona nella sua integrità; in quanto generalmente legata ad un'attività collettiva, promuove la comunicazione all'interno del gruppo rendendo possibile, almeno in questo se pur limitato contesto, l'abbattimento di barriere culturali, sociali, economiche, costituendo un ponte tra generazioni e stili di vita differenti; per tale motivo, se ben gestita, essa favorisce l'integrazione, costituendo anche un'opportunità per conoscere culturalmente una realtà etnica altrimenti attualmente vista, per ragioni storiche, con un po' di sospetto e paura. Per tali ragioni la danzatrice diventa una portatrice di messaggi da condividere con il proprio pubblico o con le proprie allieve; sono pertanto convinta che quanto ho detto sopra debba essere preso in considerazione nel momento in cui ci apprestiamo a proporre al pubblico questa disciplina, tanto che si tratti della progettazione di un corso quanto della realizzazione di un evento pubblico, sia esso uno spettacolo, una conferenza, una semplice presentazione;

considero la tecnica un elemento fondamentale (anche se realmente non scopo ultimo e fine a se stesso) per la trasmissione di quest'arte, una sorta di vocabolario senza il quale risulterebbe impossibile esprimere in maniera chiara, limpida ed efficace la propria creatività; per tale aspetto attingo alle figure fondamentali della danza tradizionale, riproposte in maniera più schematica e stilizzata allo scopo di farle risultare intelleggibili; la vera danza si realizza quando la tecnica del movimento trova un equilibrio con il movimento naturale e spontaneo, quello che nei paesi arabi viene acquisito dall’individuo in modo del tutto istintivo, arrivando ad una sintesi che mantenga la connotazione “etnica” a livello stilistico ma anche la pulizia ed il rigore a livello formale; premessa indispensabile una buona preparazione corporea, per la quale attingo ovunque mi è possibile e traendo spunti da varie discipline e tecniche corporee o da altri stili di danza, che aiuti ad isolare i singoli frammenti del corpo al fine di prenderne consapevolezza, per poi andare a "ricostruire" il corpo ritrovando un'unità ad un livello superiore, sintesi delle singole parti; particolare attenzione viene rivolta al torso (luogo dell'espressività e dell'emozione) e all'uso delle braccia che costituiscono la qualità fondamentale dello stile più classico, ma anche alle dinamiche suggerite da appoggi diversi del piede sul suolo e cambiamenti di peso; da queste basi le figure fondamentali evolvono quindi in passi, evoluzioni e variazioni più complesse che trovano ampio spazio nell'interpretazione più attuale di questa Danza e che possono anche essere il frutto di un’esplorazione personale; ritengo inoltre indispensabile una conoscenza anche teorica dei ritmi fondamentali allo scopo di poter danzare in maniera più consapevole sulla musica; per questa ragione quando insegno non rinuncio mai alla possibilità di dedicare una parte delle spiegazioni ad un lavoro più specifico sulle relazioni tra ritmo e movimento, meglio se questo avviene con percussioni dal vivo, perchè queste ultime conferiscono alla musica ed al ritmo il vero carattere e la vitalità che contraddistinguono questo tipo di linguaggio artistico. Logica conseguenza e successivo gradino rispetto a tale premessa risulta quindi la necessità di un'educazione all'ascolto della parte melodica, dalla quale dipende la possibilità di un'interpretazione più espressiva e personale della musica che costiuisce, a mio parere la vera abilità e la caratteristica peculiare di una danzatrice orientale; l'educazione all'ascolto passa attraverso la conoscenza dei vari strumenti tradizionali e delle modalità e prassi di esecuzione tipiche di questa tradizione musicale (ad es. il takassim, l'esecuzione omofonica, gli abbellimenti, l'atmosfera emotiva evocata dalle scale musicali o dai testi delle canzoni.....); una conoscenza più profonda ed un ascolto più attento possono stimolare le capacità espressive del singolo aiutando a trovare dentro di sè, e non in aspetti puramente tecnici e coreografici, l'ispirazione per la danza. Per contro l’estremizzazione di questa disciplina in pura esibizione di tecnicismo che mette enfasi solo sugli aspetti puramente coreografici risulta per me un po’ stridente rispetto al significato originario che questa danza aveva nell’antichità.

Nella Danza vengono inoltre utilizzati tutti gli accessori,da quelli di uso più tradizionale (cimbali, bastone, melaja, anfore..) a quelli introdotti come elementi di arricchimento coreografico (velo, spada, tamburelli....); ogni accessorio viene contestualizzato nello stile che gli è naturalmente più congeniale ripercorrendo quella che è la sua "storia", partendo dall'uso quotidiano per arrivare alla sua teatralizzazione; viene quindi analizzata la tecnica specifica in relazione al suo uso senza tuttavia sottovalutare anche un suo utilizzo creativo che possa espandersi con coerenza e gusto al di fuori degli ambiti tradizionali. Considero fondamentale la possibilità di spaziare attraverso tutti gli stili di Danza Orientale (sharqi classico, beledi, shaabi) e di folklore (di tutto il mondo arabo) fino alle più nuove tendenze della "Tribal Belly Dance" e del "Fusion" (nella quale la Danza Orientale tradizionale si incontra con altri stili, dalla danza classica e contemporanea ,al flamenco, danza indiana, tango argentino e danze sudamericane, non semplicemente mescolandosi o contrapponendosi ad essi ma dando vita ad uno stile completamente nuovo, risultato di tale fusione) allo scopo di dare a ciascuno la possibilità di trovare quello per se più congeniale; tale possibilità prevede che ciascuno stile venga inquadrato innanzi tutto da un punto di vista culturale e ne vengano evidenziate le caratteristiche a livello di genere musicale associato, costumi, gestualità, postura e vocabolario di movimento caratteristico; solo dopo questa rigorosa ricostruzione, che evita il pericolo di confusi minestroni, i vari stili possono dialogare tra loro creando nuovi linguaggi "meticci"; dello stile tribale apprezzo molto alcune scelte di tipo "etico" ed estetico,ma soprattutto la visione corale della danza che incoraggia lo spirito di gruppo e supera i protagonismi personali, anche se penso che lo stile tradizionale contenga in sè molte più possibilità a livello espressivo, soprattutto per quello che riguarda l'espressione delle emozioni e del feeling individuale; la concezione che ho maturato nello svolgimento della mia attività è quella di una danza concepita innanzi tutto come evento culturale, attraverso la quale,seppur mediata dalla nostra soggettività e dall'appartenenza ad una cultura diversa, traspare la storia di un popolo e che per sua stessa definizione merita da parte di chi la esegue rispetto e fedeltà allo spirito delle origini; sono perciò molto lontana dall'idea di un suo appiattimento alla condizione di "ballo standard" e "danza sportiva" che a mio parere rischia soltanto di impoverirla dell'importante valore simbolico e storico riducendola ad una sterile dimostrazione di tecnicismo ed esibizione di muscoli; la Danza Orientale non deve rinunciare alla sua più profonda interiorità ed espressività che si traduce anche in semplici gesti, forse non tecnicamente perfetti, e degni di interesse per una commissione di gara, ma che esprimono la sensibilità in primo luogo di un individuo ed in seguito di un popolo e sono il canale attraverso il quale esso celebra il proprio modo individuale e personale di sentire e comunicare con  il mondo... difficile dare un "voto" a questa speciale ed assolutamente unica esigenza e peculiarita!!

Ne consegue che attraverso il linguaggio universale della Danza si possano far passare dei messaggi importanti e dei nuovi punti di vista, sfidando il conformismo ed i luoghi comuni che troppo spesso circondano soprattutto questo tipo di disciplina, che nel corso dei secoli e per sua evoluzione storica è stata sempre soggetta a mistificazioni, stereotipi ed interpretazioni distorte. La Danza Orientale ha trovato spazio in Occidente soprattutto a partire dagli anni '60-'70 perchè era curiosamente in sintonia con una visione del mondo più libera ed aperta a nuove conoscenze e ad una diversa interpretazione della femminilità che aspirava non solo ad un emancipazione di tipo esteriore,ma anche all'affermazione di valori importanti per l'universo femminile, e si è manifestata come una poetica del corpo che raccontava le emozioni di ogni donna nelle varie fasi della sua esistenza, celebrava un nuovo modo di vivere la propria sensualità al di fuori di banalità, condizionamenti e luoghi comuni. Negli ultimi anni si assiste ad una tendenze contrastante; se è vero che si riscontra un interesse sempre crescente rispetto a tale danza,stimolato dalla sicuramente maggiore disponibilità di materiale sull'argomento, è altrettanto vero che il modo del business, incoraggiato dall'industria dello spettacolo americano, ha lanciato la "Belly dance" sul mercato internazionale come fosse un prodotto preconfezionalto: belle facce, corpi perfetti ed indubbiamente una tecnica impeccabile, coreografie eseguite con precisione maniacale, molto più perfette di quanto una danzatrice autoctona riuscirebbe a realizzare, su basi musicali più orecchiabili per un occidentale e con tempi e dinamiche scattanti e di effetto; è stato insomma studiato un prodotto in sintonia con il format che la parte "potente" del mondo ritiene sia giusto ed adeguato ai suoi standard, e…di conseguenza ed inevitabilmente, ai "nostri"! …ma dobbiamo davvero permettere che la logica del business, che già controlla ogni sfera della nostra esistenza scelga quello che è giusto e che ci deve piacere anche nel campo dell'espressività? Allo stesso modo lo stesso mercato ha sfornato una gamma di “prodotti” tutti perfettamente associabili e complementari a questa attività, come una sorta di kit pronto all’uso e funzionale a questa nuova arte che da solo si ritiene in grado di confezionare una danzatrice fatta e finita, rifornendola di tutto quello che materialmente “fa” professionista, a scapito del necessario bagaglio di esperienza e formazione, normalmente ritenuto indispensabile in qualsiasi altra disciplina: cd, dvd, libri, un variopinto set di costumi ed accessori per tutti i gusti e le tasche, soluzioni di vacanza-studio per soddisfare la propria voglia di danza in località esotiche e “sul posto” (non importa se i raffinati resort nei quali poi si viene ad essere rinchiusi sono ancora meno autentici di quanto possono esserlo le nostre occidentalissime scuole); ne consegue la creazione di un mondo in cui conta molto di più avere un bel sito ricco di foto con un design accattivante ed immagini multimediali rispetto ad avere realmente qualche cosa da dire, nel quale è molto più importante che la propria immagine sia creata e studiata per essere vincente da un punto di vista del marketing (d’altronde anche una danzatrice deve pur vivere di qualche cosa) che rimanere fedeli al proprio modo di sentire, aver frequentato poche ore di stage, profumatamente pagate, con l’ultima “star” di grido che aver seguito un percorso continuativo ed approfondito adattato alle proprie esigenze personali ed in coerenza con il proprio modo di sentire questa danza. Rispetto ad un bombardamento di stimoli, informazioni e proposte che giungono da ogni dove, uguali a sé stesse e senza alcun filtro e selezione è di fatto difficile potrer fare delle scelte coerenti con il proprio modo di essere; come è facile intuire le proposte più commerciali sono anche quelle che arrivano più facilmente al grande pubblico creando distorsioni e coltivando la convinzione che quello proposto con queste modalità sia "l'unico modo possibile" di vivere questa danza. Di fronte a questa tendenza all’omologazione ci terrei molto a ribadire che questa danza è per tutte, o ancora meglio, per tutti, in quanto ognuno attraverso le sue diverse sfaccettature ed interpretazioni ha la possibilità di esprimere quella parte di sé che non si manifesta nella quotidiana routine, aprendosi in questo modo a tutte le possibilità di cambiamento che questa esplorazione individuale comporta. Una danza quindi che si basa sulla tradizione ma aperta al nuovo ed aperta a tutti, che abbia anche il coraggio di non piacere ma che sia l’espressione della nostra ricerca e del nostro modo di sentire…..auguri perché questo si realizzi con ciascuno di noi!

Email: jamila.zaki(at)tin.it

Versione PDF ->

[ Torna all'inizio della pagina ]


Viaggi-stage e vacanze studio

Djerba - Tunisia
Villaggio Blue Lagoon- Marsa Alam - Egitto
Boario Terme - Brescia

Stage di danza del ventre e vacanza relax in agosto 2010 a 
Darfo Boario Terme-Brescia
Dal 10 al 15 agosto 2010.

[Leggi il programma] 
_________________

 Vacanza Studio con Stage danza orientale in Egitto Marsa Alam.
Dal 03 al 10 luglio 2010
[Leggi il programma] 



Costi

Gallery

[ Torna all'inizio della pagina ]


Home Chi siamo Dove siamo Corsi e seminari Contattaci Newsletter